martedì 22 maggio 2012


ricognizione del dolore (accoppia e incolla, rinvenimenti, cose prese pari pari e schiaffate qui, IV) - tesi per nolo


"mi taglierei all'altezza dell'inguine per controllare se l'iguana è stata morsa dal vostro sonno. meglio dormire per dimenticare chi siamo, scambiamoci i sogni, figli del riflesso di un metallo avariato di cui è rimasta solo la nostra ruggine [ma come è possibile che rimane solo la ruggine del metallo?], ma poi abbiamo anche: succhiato come sempre l'olio di croce, però io non vi tradirò mai amanti di roccia, accendete la miccia che la corazza s'è desta nell'armadio non resta che il chiodo di razza di uno sporco piazzista [ci sono tante cose nuove che tu dici tante idee, tante cose che porteranno il cervello dei nostri ragazzi al di fuori dell'orale, loro devono uscire fuori, devono pensare la notte, dice che cazzo ci ha detto questo? ci ha aperto una porta, ha aperto una chiave così capisci anche perché quando la mattina si svegliano si trovano, si trovano messi male, capisci perché, capito…] stiamo come escrementi di sperma bagnati di piscio su di un davanzale di merda, AVETE ANCORA UNA VOLTA IMBRATTATO IL CESSO CON IL FANGO DEL VOSTRO CORPO [e qui mi incazzo, eh] perché inutili creature dall'alito aglioso avete bevuto da un bicchiere il vostro stesso sputo [cioè, noi non ci rendiamo conto, ad esempio, leonardo, noi beviamo il nostro sputo in continuazione, in bocca, no, ma prova in un bicchiere a mettere il tuo sputo e a berlo. è più difficile, no?] e allora SUDORE DI VAGINA mi cola dalla fronte [infatti, vedi: io sto sudando perché è estate e questo è il sudore della vagina che mi cola dalla fronte] mentre slinguate vostra madre sepolta nel dispiacere, ormai, perché sono veramente famiglie dirottate dal vostro nascere insulso, hanno iniettato a vostra insaputa i bacilli della lebbra. meglio non sapere: presero dieci ragazzi, iniettarono ai dieci ragazzi, i nazisti, come prova, i bacilli della lebbra, per vedere l'effetto che avrebbero fatto sulla loro pelle. MEGLIO NON SAPERE le gocce di sangue che vi cadranno dal naso ogni volta che andrete allo stadio, poi, l'anno prossimo. MEGLIO NON SAPERE, capisci?, ma ci sono tante altre idee che vi voglio dire [questo te l'ho già detto] ma con i colori da guerra state per affrontare il nemico che si è insediato come una supposta, veramente, il nemico diventa la supposta infilata nel vostro davanti, non nel vostro dietro, il nemico è la supposta sul davanti. avete almeno qualcosa in corpo, peccato che nella vostra bocca siete stati soffocati dal cibo. parliamo di anoressia, ad esempio: molta gente - io c'ho una cugina che sta morendo di anoressia, ad esempio - molti anoressici hanno la paura di essere soffocati dal cibo e soffocati dal cibo; che si è mendicato, il cibo, per una moneta. sputtanati dalle sorche, sporchi come ratti, giudicati come maiali". 

sabato 19 maggio 2012


"che cos'è, una specie di medaglia?"


con permesso, GIULIA. ma sono altre le cose che meritano di essere celebrate. non la vita.


file I

(il testo, come la memoria, è espandibile. è volatile).
i pacchetti dati sono più di mille. (non per questo si attestano attorno ai mille: ronzano su qualsiasi cifra). altrettanti quelli ricevuti. disposti rigorosamente in file. imballati con stringhe di testo. alcuni si aprono, altri vengono aperti. altri ancora si schiudono, proprio come uova. liberano il contenuto. che tace: se riservato. altrimenti risponde di buon grado: se interrogato. per essere compreso occorre che non sia compresso (stadio intermedio).
i pacchetti dati sono facile da riconoscere: sono più di mille. fanno paio con quelli ricevuti. sono caratterizzati da un inconfondibile moto rotatorio. il motore di ricerca, cui fanno capo, è immobile. i pacchetti dati, i pacchetti ricevuti, percorrono ciascuno la sua propria orbita. e quella degli altri. può capitare si allaccino, si aggreghino, può accadere un coagulo nel bel mezzo dell'ellisse. non giungono a destinazione, e non occorre: sono dati e sono ricevuti, nel vortice.

sabato 12 maggio 2012


lftb (2012)


nonostante le ore spese provano a trovare lemmi,
captatio, ulne che macchiano le dita, materia per discorrere
di appartenenze, fill in the blanks. urla: sono meduse e sono
dentro ai demos, poi soltanto filo, spinano l’urna, la carcassa
che conosceranno: escono dal tempo speso, tagliano filler
nella cartilagine, risulteranno come scarti da ciò che resta
nel vano della bestia, tirati via dal ventre, trasmessi dentro
ai tubuli, rimasti freddi nel contatto, carne bleu
perché vediate, deviate dalle nuda consistenza, usando
il vostro fuoco se riuscite a credere sia giusto, se rimane
traccia sulla pelle, rash per cui qualcuno addenta roba
erosa dallo sfondo: che lo crediate giusto, perché si deve,
si vede contro luce mentre ora, content, ancora contro,
lei resta muta, è assente, non può sentirvi

mercoledì 2 maggio 2012


ak-na (2010)



: alla scena di un frammento rappreso
come spazio che ogni cosa riflette,
riluce, ed allontana per l'attesa
di drenaggi convergenti – il segreto;

: rantolo in cui rimbombano le cose
attorno, quando a noi rimane il vetro
e le vertebre ristrette a vibrare
in ranghi di diaframmi decompressi;

: sopra i pori di domani, gli squarci
sono specchi, sorgenti – cauterizzo
i rituali, la pelle disseccata,
una coltre in attesa del tremore;

: mi annego, così che prendo a pregare
per teste a testa sott'acqua – nei morsi
sono volto nei volti di riemersi,
ogni cosa resa al vuoto, esterno-cranio;