il polso è frequente, prende aria, sbracciato
e così arreso, prova la combinazione in gesti
e lacere estensioni: nervi che si sommano
agli arresti, alle macchie e alla linfa
ibridata al quando senza rischi
di chiusura, a tutto ciò che tiene, focolaio
che è lesione, tolleranza, grazia a perdere
– per l'attimo che è cantico e chiamata, scarto
e madonna noia delle usanze stazionarie,
tesa ancora a una sembianza: sosta al cono
d'ombra dei tratti volti nella pietra,
arresa la sete da una vena esplosa
come scorza piegata e distrazione;
tempie e mani di una scelta: è qui,
non si va mai per cime spezzate –
(una testa in pietra per l'Arno – a sciacquare
i panni – come il Modigliani sommerso
al taglio della tela, per le prossime cornici
lasse, disusate – un così semplice, banale
fibroblasto rotolato dal monte Falterona
verso mercati chiusi; gli levino i graffi,
i segni del tempo a questo velo
incancrenito, la piena di un sudario
che lascia verticali attonite, allarmi
spenti, posti all'entrata sotto
il semplice peso di una grata)
giovedì 29 marzo 2012
domenica 25 marzo 2012
monsieur dice: disponetevi in tre file da cinque persone. voi quattro là in fondo, licenziati.
0.0.
dicono: ma come è possibile?
monsieur dice: lettera di licenziamento
qui, sulla mia postazione, adesso.
dicono : come?
: lontani dalla scrivania, ora devo
parlare.
0.1.
monsieur dice: i buoni combattenti, quelli
di prima mano, per intenderci, che stiano qui, mi servono.
: dite alla vecchia, quella del piano di
sopra, di mettere in conto la sconfitta. d'ora in poi le indagini di
mercato le faccio io.
: ditele anche di attendere l'opportunità
di sconfiggere il nemico. chiedetele qual è il nemico, e vedete cosa vi
dice.
: fatemi sapere.
0.2.
monsieur dice: posso dirvi che
l'assicurazione contro la sconfitta è nelle nostre mani. sono andato a
firmare le carte adesso.
: dite alla vecchia che non ho intenzione
di muovermi un millimetro.
(# metafora della poltrona come atto
resistenziale)
: la possibilità di sconfiggere il nemico
è fornita dallo stesso nemico.
: questo è, ovviamente, un errore del
nemico. vi è chiaro o sto parlando al vuoto?
0.3.
monsieur dice: il buon combattente può
assicurarsi contro la perdita azionaria.
chang yu dice: dai grafici non
sembrerebbe. lei nasconde la disposizione delle sue truppe, fa perdere le loro
tracce, non prende le precauzioni necessarie.
monsieur dice: cosa ci fa qui lo stagista?
esigo spiegazioni. io sono certo di poter sconfiggere il nemico. (# da
qui il detto: "monsieur sa come vincere")
0.4.
monsieur dice: sia lodato monsieur.
i dipendenti dicono: sempre sia lodato.
monsieur dice: niente voci fuori campo.
0.5.
chang yu dice: il titolo cala in borsa di
dieci punti giornalieri. (# potrebbe essere un errore di traduzione)
monsieur dice: tutti sono contro di me.
: per dimostrarvelo, vi mostro i miei
piedi sulla linea di difesa.
: sono in piedi. ora ridatemi la sedia.
: il briefing è finito, andate in pace.
0.6.
monsieur dice: il generale abile in
difesa si nasconde negli angoli segreti della terra.
: inoltre, è solito usare metafore di
massima riservatezza.
chang yu dice: completerà una discreta
vittoria [...] (# corruttela del testo. pare che lo stagista allunghi una mano
verso monsieur, ma non riusciamo a comprendere lo svolgersi dell'azione).
: non è che qualcuno di voi ha visto la
mia busta paga?
0.7.
i dipendenti dicono: no. monsieur
l'avrebbe detto.
monsieur dice: bravi. chang yu, tu non
percepisci nulla, cioè non hai percezione di nulla.
: ergo, non puoi prevedere l'azione prima
che si avveri.
chang yu dice: si era parlato di un
rimborso spese.
: signori, bisogna distruggere il nemico,
non perdiamoci ora.
: ci rivedremo per la cena di lavoro.
niente ade, basta che svoltiate verso destra.
: vedrete un'insegna a cinque stelle. sarò
lì ad attendervi.
: conto unico, si intende.
0.8.
monsieur dice: volevo intrattenere tutti
voi con la reale qualità delle cose.
: stiamo progettando di spostarvi
segretamente in catena di montaggio. solo così potremo scoprire le reali
intenzioni del nemico.
: non riservate la vostra approvazione per
cose che il mondo non può comprendere.
: non durerà molto, vi dò la mia parola.
0.9.
monsieur dice: cos'ho detto?
0.10.
monsieur dice: spiegatemi cosa ci fa sun
tzu dietro la mia scrivania.
: oppure, rendetemi grazie.
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sabato 24 marzo 2012
biagio cepollaro, ballata dei mondi (fabrica, 1993-1997)
per mondi virali
per mondi virali attaccati nei punti deboli dei sistemi
immunitari per opportune mutazioni per batteriologiche
e più moderne
epidemie si cancella d’un botto l’appena nato costume
aperto di relazioni tra i sessi d’un colpo si fanno fuori
decenni
di lavoro sull’inconscio col veto più efficace di qualsiasi
cattolico voto impazza in occidente il maligno per l’oscuro
sangue che traligna
venerdì 23 marzo 2012
patrizia vicinelli, non sempre ricordano (1976-1986)
giovedì 22 marzo 2012
mercoledì 21 marzo 2012
ripartizione della volta (2012)
per la notte estesa altrove fino al campo ottuso dello specchio
andata avanti sui chilometri senza ritorno per distanze appena
appresa dalla luce e pensa a ciò che non succede se non guardi
assorto verso il punto che non circola degli astri o per le sorti
di una delle mille attenzioni verso il moto nell'idea che prima
o poi dovrai porre rimedio all'anomia della visione e suturare
ogni passaggio assiduo per colpi e colpe andando a vuoto
ad iniziare dalla retina mancando agganci a corpi erranti
appesi sulla volta e pure avendo scorte proprio al centro
della via a terminare l'esistente per se stesso o per te solo
osservi un'altra via di sorta in cui rimane tutto per cosciente
remissione o inalterabile dai moti ai modi opposti e stabiliti
dentro mondi di persone assorte e sillabate in questo niente
in questo breve tempo che non risente di attrazioni e desideri
cosa fare del consulto della divisione in brani e tracce disperse
per gli anni di distanza per quello che non viene mai da solo
e solo allora interpretare per predire nella pietra per qualcosa
che non potrà accadere se non in altro caso di effetti sentiti
o attraversati e notazioni spinte fuori per inerzia pur sapendo
cosa fare e se non implicarsi in opposti e rotazioni mascherate
dagli sbarramenti adesso devi andare e indaga il fegato e oramai
il poi non è più il dopo smarrito che grida nell'abito che smetti
o appena smesso fermato dopo lunga osservazione delle stelle
grida ancora in cerca del reciproco per malattie degli occhi
o le ferite e il mare gonfio di aria estratta e soluzioni dentro
al vuoto in cui vederti solo a far barriera da percosse e fenditure
rese adesso feritoie aperte e imposte nelle viscere senza temere
che gridando dietro non si veda senza luce e poi soltanto
invano o il vano come nuovo punto da cui parta un fuoco
atteso per bruciare arreso al ricevente della parte giusta
in sfregio al posto non più possibile ma così immobile conta
mai davvero realizzata credendo in tutto ciò che potevamo
venerdì 16 marzo 2012
classi di resistenza
acque d'impasto
arriva la mattina _ mentre si dorme quanto si dorme _ per ogni centimetro del nome _ non si replica nel giorno _ non parla _ contiene fibre utili per l'esistente _ continua il proprio passato _ prosegue i suoi trascorsi _ passa indietro _ rimane su ciò che resta _ non ricorda la strada del giorno precedente _ fa le scelte peggiori _ prende la via d'uscita al centro _ accoglie il verbo che le sta di fronte _ il cammino che la porta da se stessa _ ha una sindrome particolare _ vuole le bozze _ gli innesti delle ore _ ogni volta inizia dal piede _ corregge ogni progetto _ si impasta nelle scarpe di qualcuno _ sbaglia _ sbaglia in qualcosa _ vede solo angoli arrotàti bene _ cose che non la raccontano giusta _ che durano poco _ restano appena tempo di sbagliare tutto _ cose che non si tolgono nulla _ nemmeno l'eccesso _ hanno risposte giuste per ogni itinerario _ sanno tutto ma niente del ritorno _ godono a farsi manifeste _ a perdersi _ non si raccontano a nessuno _ vietano l'insorgenza della febbre _ cose che sono ombre rintracciate _ giorni di assenza in più _ liberati dai percorsi precedenti _ perdendosi a ritroso _ trovando la via _ oggetti che la guardano una volta _ si guardano fra loro solo per la prima volta _ gli oggetti guardano la prima volta della materia prima _ sanno che le cose in vista sono più difficili _ che nemmeno i flussi si risolvono da qualche parte _ reagendo alla mattina _ sanno quanto è dura estrarla _ non possono impedirla _ non ne bloccano la nascita _ conoscono il minuto _ il dettaglio che non va _ il tempo rigido del giorno _ la consistenza degli orari _ di nuovo hanno timore _ il senso ruvido del palmo contro il palmo _ la radice amara dei pronomi _ l'impasto che le serve a proseguire _ e lingue non morte _ non ancora _ ma morte poco più in là _ vengono parlate _ le dicono di girarsi per il bene _ dicono altro _ le danno avvio _ ma quale? _ e come? _ o meglio quando? _ rispondono indicando in là _ guardando al campo termico dell'esistente _ la completezza _ il fatto di non morire _ mentre dormi e sai _ mentre dormi _ quanto è pieno il fatto di non morire _ quanto può esserci di pietà o abbandono _ nell'avere la strada giusta ai piedi _ i piedi dove termina la valle _ il perché della paura _ alzarsi _ vedere altre spalle oltre alle proprie _ e l'acqua per prima _ battuta un po' oltre _ mentre gira altrove _ comprati tutti i raggi del pianeta _ il fatto di ottenere una risposta _ correggere ogni rotta con la stessa paura _ tranquilla _ trascorsa così _ respirando per mezzo del proprio corpo cavo _ tenuto stretto nella mano _ mattina si volta verso il mare _ il mare identico a questo muro _ che è la spiaggia trasformata in mare _ che è il mare trasformato _ e sa che è pieno di pietà _ rimane uguale _ sa che non prosegue _ che non si tiene insieme _ che quando non arriva _ tutto è uguale a lei _ tutto è pericoloso
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