mercoledì 21 novembre 2012
daniele bellomi - mantica (ii) (2012)
a carica completa sul crinale, sacrificio, batteria
di fronte al soma, nel frontale: praticare il cosmo
dentro al posto e nel possesso, parete, muro drenato
via dagli occhi, contrarre e poi ripetere "radianza
degli accessi", mantra dei riemersi, proprio quanto
ci vorrebbe per tirare via tensione in superficie,
tornare ai vivi che pregiudica l'ascesa, blocca i gesti
delle mani, il sema della testa può predire, aprirsi
da sotto, dalle caviglie alle ginocchia: procedendo
altrove, girare la base, il βίος dentro la nuca, vedere
un tempo solo per questo tempo che si scosta via
venerdì 9 novembre 2012
daniele bellomi - mantica (iii) (2012)
eliminare
per accogliere. ora comandano i
lares
della
casa, ferrate aperte nei frattali, pietra rotta
e
che si rompe se lanciata, opposta e arresa al senso
della
lama, limes,
piano-centratura, tocco in risalita
che
si gira nei tessuti, perimetro sull'orlo e il mucchio,
da
urtare più volte, di occhi, stretta salda alla radice
(posto
da cui scolare paratìe, vertice alto che passa
dai
rami alle maree; fare il vuoto, uscirne fuori) sola
rimasta
a tirare verso l'aria, sferrata, esatto centro
della
schiena; spiegare la torsione, rendere conto
del
fatto che sia lì, che questa parte sia per lei
martedì 30 ottobre 2012
daniele bellomi - s.n.r. 185 (iii)
volta,
fase di visione della notte, intersezione nel lungo
della
fibra, farsa esatta, modulata, siderale presa al punto
che si sposta verso il centro, struttura propria della nebula,
poi
nebbia, calma indebolita, mai pronta a disconoscersi,
sintassi
realizzata nelle cose, σύνταξις
che mette a prova
il
nervo più veloce, associa tutto ciò che porta ad arrow
left,
momento
per chi stacca la materia inerte, suolo percorso,
visto
più volte dalla parte del visore; ripartire per contare
i
soliti superstiti, conoscere il futuro per attrito, solo modo
che
diverge in percezione, l'evento che passa dal bersaglio
al detonare, linea ed energia riaperta in quota, che stalla
e sgrana giorni
chiusi in altri giorni, regesti per gli equanti,
epicicli al mezzo delle postazioni. non c'è mira, o quadro
in prova a darsi avvio da solo, invalidando ciò che è vero;
terra
che non trema, inverata, ridotta a calibri, cabrata,
collimata
per come tocca a tutti, quando accade, per quanti
potrebbero
chiamarla a riconoscersi nel padre: ordine
preso
su di sé, tiro costante e decentrato, ora disposto
ad
acquisire tutto, porta che si illumina, rimane, svolta
a
cui non essere presenti, nulla che faccia male agli occhi.
venerdì 19 ottobre 2012
daniele bellomi - zero-risk bias mantra
se esiste un consenso è questione di
onde, proprietà conduttive, abbassamenti di grado, quasi-particelle,
presenza di forti impurità, variazioni di densità interna,
simmetrie, accoppiamenti, meccanismi superconduttivi, temperature
insensibili al segno, solidificazioni direzionali, vettori che
prevedono un impiego orientato dei materiali, buste da inserire nel
microonde, profondità che si auto-assegnano, si danno importanza da
sole.
il rischio, se esiste, è un contributo
magnetico, una lista di parametri nodali. per evitarlo è sufficiente
conservare i campioni utilizzati, registrare i dati già acquisiti.
ricordarsi di smaltire le provette, precisare le varie dipendenze,
capire dove stanno le priorità, eliminare i dispensabili che
percorrono i superfluidi.
quasi tutto viene coltivato,
collaudato. non esiste un collegamento diretto per le associazioni
uditive, le frequenze di risonanza. i campioni dell'eugenetica
verranno montati su un palco mobile. il basso livello di rumorosità,
durante la prova sperimentale, potrebbe consentire uno spostamento di
frequenza verso il rosso. potremmo non essere in grado di stabilire
valori per quasi niente.
martedì 9 ottobre 2012
lunedì 1 ottobre 2012
m.m. - 180 e rotti, sangue del; + esame
le cose e altre meraviglie
le
cose sono ai piedi del letto, discorso indiretto – oppure le cose
sono altrove, tra virgolette – le cose si dicono secche, di netto -
senza esclamazione e senza domanda - non vanno a capo – le cose
mute fanno la mutazione, quelle che suonano fanno una banda – tutte
le altre, niente – le cose sono in minuscolo perché mai proprie -
ma improprie: ciascuna cosa è contundente - si muovono oppure no, in
branco o diversamente - più cose agiscono a testuggine, formazione
catafratta - meno cose non importa, comunque entrano a spada tratta –
caricano a testa bassa - e tiene banco, tra le cose, questa forza che
le muove o le trattiene - una cosa che tu, mettiamo, o io, mettiamo,
o qualcun altro, funziona, potrebbe pensare - un fatto che le
precede, una cosa prima delle cose, che cede, si frattura e libera le
seguenti cose (che non seguiranno) - e similmente le cose arretrate,
la retroguardia, per creare un precedente_
le
cose sono di sughero o di una lega inossidabile - ma allo stesso
tempo - perciò una cosa è impermeabile e tuttavia non ha scampo -
una cosa si muove sullo stesso piano, sempre - sta allo stesso modo,
non conosce deviazione, tenta un varco tra le linee ma si infrange -
senza alcuna alterazione - quando una cosa si spezza, non evade:
rimane in posizione - (tra detonazione e denotazione) - le cose, è
facile, esplodono - quelle che non esplodono, non hanno fretta:
escono di taglio, con comodo, in un puro segno di baionetta -
semplicemente, rientrano nel loro innesco, con la sola forza della
linea, ma d'un tratto, d'un niente_
(occorre
allora restare, protetti, nel punto dove gli oggetti rimarginano)_
alcune
cose, col tempo, si danno spago, diventano oggetti – alcuni di
questi oggetti (un tempo cose), sempre passando per la cruna di un
ago, diventano tombe – (si distinguono perché inseparabili dalle
loro ombre) - gli oggetti si dividono in due categorie, la forbice e
la spillatrice - gli oggetti consistono perciò o nella distanza, o
nella cicatrice_
(AVVISO_
la demolizione sarà controllata - sarà nel discorso - parola a
frammentazione - durata senza parola)_
giovedì 13 settembre 2012
POESIA DI DIO NUMERO 3
altre cose che dio prevede la morte sono le manifestazioni studentesche soprattutto se il pomeriggio / prima vi siete visti tutti in palestra per scrivere lo striscione dove vi rubano / il futuro, ma non è finita perché dio gli basta anche solo / un uniposca per le date sui muretti e jim morrison / sull'eastpack e subito gli sale la morte nei tuoi confronti / idem per il minimo sospetto di j ax e club dogo / praticamente indistinguibili da corriere.it, / inoltre dio è ora di fare chiarezza su alcune vicende primo lo scherzo che uno entra / e chiede ad es. il phon e un altro subito / dice sì ce l'ho nello zaino, questo dio non è d'accordo / infatti tutti lo hanno sia fatto sia visto fare, / chi ha modificato gli screensaver dell'aula computer alle medie con "viva la mitika 3c" dio sfodera la morte, / poi mi dispiace ma le canne sono una grossa bugia è infatti / scientificamente provato che non producono né effetti né storie divertenti, quindi dio decreta / basta dire mentre stavamo fumando ecco che ha luogo questo aneddoto e purtroppo / anche qui dio è implacabile, dio non gli sfugge per anni ti sei rifiutato di credere che il wrestling / fosse tutta una montatura e anche se oggi / ti sei ravveduto mi dispiace non c'è scampo, / dio se ti tuffi nella fontana non importa cosa stai celebrando, purtroppo / è facilissimo che ti vale la morte, / pure non conviene indispettire gesù a riguardo dei tatuaggi / tribali o anche di nomi es. ragazza/o amico nipotina mamma / ma sono considerati gravi anche / i dragoni o le farfalline (sulla caviglia è un'aggravante / pesantissima) e in effetti proprio tutto e attenzione non importa se quelli / a tempo o invece quelli per sempre, anche se lavi il tatuaggio oppure se laser il marchio / di Caino resiste ai lavaggi e non viene via neanche all'inferno, / poi un appunto sui sorrisi dei bambini cioé è sufficiente enunciarli una volta soltanto e ti guadagni / l'iscrizione tempestiva nella blacklist del cristo
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