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giovedì 1 dicembre 2011
reposting: arsemicosis 15 (verso il cadere, 2009)
(con nastro di tela isolante ricopro il tavolo
nel bordo al suo posto una pezzuola azzurra
e foglie verdi ritaglio di un vecchio lenzuolo
noi bambini in cui la notte si scopre sempre
un confluire di arti serrato oltre al limitare
il periodo di quell’occhio schiuso a superfici
sbarrate lo scatto raro e inerte delle retine
il perché di una miopia totale che cancella
il più possibile e dimentica in fretta senza
conservare i suoi brandelli i suoi colori)
mercoledì 30 novembre 2011
martedì 29 novembre 2011
reposting: arsemicosis 12 (moto primo, 2009)
non vinci ancora la mia voglia di fare questioni
né la tua a perdere le irrilevanze quanto basta
in questo che ci chiude e ci fa semplici sguardi
e chiavi lasciate di nuovo su tavoli all’ingresso
mi sento quasi dal balcone dal soggiorno dove
fino a quando è il caso che qualcuno non bussi
apra e ci venga a vedere e se è rimasta la pila
dei piatti presi da lavare la cubatura più lunga
come mettermi le mani al collo che è un cuore
riflesso dal portone per vedermi e ancora puoi
ed è possibile entrare e non avvertire nessuno
l’appoggio sul collo sopra vedermi aprire sotto
il cuore dalle dita sulla giugulare sono balcone
e il tuo soggiorno se non ci sei nell’impossibile
non qualcuno quando bussa forse l’impossibile
è proprio entrare di mani di collo cuore vedere
né la tua a perdere le irrilevanze quanto basta
in questo che ci chiude e ci fa semplici sguardi
e chiavi lasciate di nuovo su tavoli all’ingresso
mi sento quasi dal balcone dal soggiorno dove
fino a quando è il caso che qualcuno non bussi
apra e ci venga a vedere e se è rimasta la pila
dei piatti presi da lavare la cubatura più lunga
come mettermi le mani al collo che è un cuore
riflesso dal portone per vedermi e ancora puoi
ed è possibile entrare e non avvertire nessuno
l’appoggio sul collo sopra vedermi aprire sotto
il cuore dalle dita sulla giugulare sono balcone
e il tuo soggiorno se non ci sei nell’impossibile
non qualcuno quando bussa forse l’impossibile
è proprio entrare di mani di collo cuore vedere
lunedì 28 novembre 2011
domenica 27 novembre 2011
sabato 26 novembre 2011
venerdì 25 novembre 2011
reposting: arsemicosis 7 (la superstition scientiste : 1. le égout)
Non ci sono più ostacoli per la tua iscrizione all'università. Ritengo sia fondamentale, per la competitività di un mondo senza ostacoli in generale, libero da comunità di studio e cultura italiana per stranieri e da italiani che hanno fatto la storia, la messa al bando della cultura umanistica in favore di un altro stato sociale, soggetto integralmente al sacro fuoco della scienza. La qual cosa consentirebbe di abolire, sparando nel mucchio e facendo considerazioni a caso, anche la letteratura, la corsa a ostacoli, il lancio del giavellotto e la psicanalisi, lasciandoci in contemplazione di curling, neuroscienze, dressage e microbiologia, che consentono di minimizzare errori e produzione di scorie. Non ci sono più ostacoli per la tua iscrizione all'università, certo, ma la gente non si rende conto che la propria vita cambierebbe in meglio se si iniziasse a fare un lavoro di ricerca relativo, ad esempio, al sistema di gestione delle fognature e degli insediamenti produttivi delle nostre capillari cloache giornaliere, invece che dedicarsi a certe fesserie come ad esempio la scrittura.
Di fogne ce ne sono di più e di meglio rispetto a quanto si pensi. Prova è che non si può più fare a meno di notarle ad ogni angolo di strada, e non vuoi che il tuo nome sia presente tra coloro i quali tutti i giorni, a cielo aperto, si occupano di questi sottoprodotti delle attività umane? Vanno in giro con la propria famiglia e salgono a quote prefissate, dando uno sguardo al futuro e non solo su eventi diversi dalle corse di cavalli, ma anzi, scendendo con un setaccio carico di percolato, pronto a essere messo a scandaglio come la sabbia dei fiumi in cerca d'oro e, alla fine di ogni mese, risalire con agonismo inaudito attraverso i canali, seguendo gli assi diametrali del PVC o le abrasioni di fibrocemento, alla ricerca della perdita come di un figlio. Non ci sono più ostacoli per la tua iscrizione all'università, proprio perché non ce ne sono più i presupposti. Risalirai i tombini più belli di tutti i tempi, ne sono sicuro; tutto ciò non è bellissimo?
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giovedì 24 novembre 2011
mercoledì 23 novembre 2011
reposting: arsemicosis 4 (la superstition scientiste : 0. le thermomètre, per forza di cose, HGH 2011)
Un test ti dice quando morirai. Questo test ha un costo che si aggira intorno allo stipendio di ogni lavoratore. Un test ti dice quando morirai e il nostro che l'ha provato ha detto che è la prima volta che gli capita di vedere un film in alta definizione che gli assomigli così tanto.
La soluzione per l'utilizzo virtuoso di questo test è stata di recente approvata in consiglio condominiale, nonostante le iniziali perplessità dell'assemblea. I risultati si sono subito visti e ottenuti, anche se in sette giorni s'è potuto far poco per diminuire la contrarietà di alcuni inquilini.
Il test funziona grazie a un termometro usa e getta utilizzabile mediante diverse modalità di inserimento, a seconda del livello di collaborazione riscontrato nel paziente.
Questo test è divenuto celebre grazie a qualche amico, già atleta olimpico o maratoneta del sesso o mediano di spinta. E' con l' aiuto di questo sfortunato amico, ridottosi per brevi periodi di tempo a ingerire cibi liofilizzati e starnutire troppo a causa del sondino nasogastrico, che si è potuta constatare la completa inutilità di tutte le persone che hanno lavorato a lungo e per la prima volta in modo da mettersi in grado di fornire risposte estetiche e metafisiche alla seguente procedura, aliena di certo dal solito bel lavoro di squadra.
Il termometro è composto di due parti: la testa rotonda e la base in legno. Il termometro può essere comodamente appoggiato a terra grazie a questa base e usato in posizione verticale. Il liquido utilizzato è una lega particolarmente instabile di vari elementi non ben precisabili. L'apparecchio è provvisto di un comodo tastierino associato a uno schermo led sette pollici.
All'accensione verrà richiesto più e più volte, ossessivamente, ed è di fatto impossibile spegnere la periferica, che non ha bisogno di energia elettrica dato che si autoalimenta, verrà richiesto più e più volte di indovinare la temperatura digitandola sul tastierino e schiacciando il tasto ok, sulla base di constatazioni empiriche e solo in seguito provarla utilizzando la parte del corpo preferita per la misurazione. Al termometro, lungo due metri, è collegato un innesco a fasci di particelle in grado di avviare la fissione del liquido presente all'interno dello stesso. Il termometro esplode se il paziente non indovina la temperatura esatta con approssimazione centesimale. Sul libretto di istruzioni non si fa riferimento a una possibilità di riutilizzo dello stesso apparecchio.
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sabato 12 novembre 2011
lunedì 7 novembre 2011
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